Chi siamo

“Array” in campo informatico indica una struttura dati indicizzata: è un metodo per organizzare informazioni.

“Array più in generale è un termine che richiama un concetto di ordine non basato su una struttura gerarchica ma su regole di organizzazione.

Array raggruppa una serie (un “array”, appunto) di IT lawyers indipendenti che forniscono un supporto specifico ad aziende, programmatori e studi legali nei casi in cui sia richiesta una competenza legale molto focalizzata su IT e TLC, unita ad una approfondita comprensione delle questioni tecniche sottostanti alle problematiche legali. Tali competenze raramente sono disponibili in studi legali tradizionali, anche se specializzati in proprietà intellettuale, e tuttavia risultano indispensabili per fornire una valida consulenza agli operatori del settore.

Last but not least, i membri di Array, oltre a fornire assistenza e consulenza nelle aree tradizionali dell’IT/TLC Law, sono particolarmente focalizzati sul mondo del free software (anche detto open source software), dell’open content, open data e possono offrire in questo ambito delle competenze molto difficili da reperire anche in studi legali specializzati in IT/TLC Law. In effetti, parte della nostra attività consiste nel collaborare con studi internazionali di medie e grandi dimensioni (incluso EuroITcounsel®).

IT Lawyers

Non basta avere estese competenze in intellectual property o in contrattualistica internazionale per definirsi un “IT Lawyer”. In primo luogo, un buon IT lawyer deve necessariamente conoscere gli elementi di base della programmazione software, delle differenze tra i vari linguaggi di programmazione, del funzionamento delle reti informatiche, delle tecniche di hacking e così via ‒ in altre parole, è fondamentale una conoscenza tecnica che invece in altri settori non viene generalmente richiesta all’avvocato.

Ad esempio, per fornire un parere corretto sulla protezione legale dei protocolli di comunicazione è necessario essere in grado di comprendere, a livello tecnico, la differenza che intercorre tra il protocollo in sè, l’implementazione software del protocollo e la documentazione tecnica che descrive il protocollo medesimo, altrimenti si rischia di dare al cliente indicazioni fuorvianti o addirittura errate sull’applicabilità dei diritti di privativa industriale in tale ambito.

Per fare un altro esempio, se si devono affrontare le questioni legali relative alla combinazione di software proprietario e free/open source software è indispensabile comprendere le modalità tecniche con le quali tale combinazione può avvenire (linking, shims, ecc.), altrimenti si rischia di “spaventare” il cliente in merito ad inesistenti rischi legati all’utilizzo di free software nei propri prodotti oppure, al contrario, di non informare correttamente il cliente sui propri diritti e obblighi in materia.

In secondo luogo un buon IT lawyer deve conoscere le problematiche legali specifiche legate alla produzione, vendita e distribuzione di hardware/software, nonché le dinamiche di mercato del settore IT/TLC.

Ad esempio, per redigere un buon contratto di distribuzione di prodotti e servizi informatici è necessario avere dimestichezza con la normativa e le convenzioni internazionali che pongono determinati obblighi o restrizioni rispetto a certe tipologie di prodotti informatici (come ad esempio il Wassenaar Arrangement); con le limitazioni di garanzia e gli obblighi imposti da licenze (copyleft o proprietarie) di software di terze parti incluso nel prodotto realizzato dal cliente; con le normative in merito di data retention e sicurezza informatica; con gli strumenti tecnici, contrattuali e legali necessari per garantire il cliente – per quanto possibile – contro la violazione dei propri diritti di privativa industriale (o viceversa contro l’involontaria violazione di quelli altrui); con le standard policy del settore in merito a garanzia, assistenza e manutenzione; e così via.

In terzo luogo un buon IT lawyer deve avere dimestichezza con le dinamiche aziendali e con le prassi del settore, per essere in grado di seguire e validare passo passo un progetto hardware/software senza porre inutili ostacoli e interfacciandosi in maniera corretta ed efficace con i tecnici e i responsabili interni, ma segnalando per tempo possibili criticità legali in modo da evitare che queste emergano solo quando si entra in produzione o (peggio ancora) quando l’azienda si ritrova a subire azioni legali da terze parti.

Ad esempio a chi è pratico del settore è noto che alcuni filesystem sono coperti da brevetti che ne rendono altamente sconsigliabile l’utilizzo con determinati sistemi operativi per dispositivi embedded. Se un legale non è in grado di interagire correttamente con un reparto di R&D e di rilevare questa problematica già in fase di progettazione, suggerendo delle soluzioni alternative sulla base delle prassi del settore, l’azienda potrebbe patire delle gravi conseguenze economiche per rimediare al problema quando il prodotto è già stato commercializzato.

I professionisti

Alberto Pianon

Avvocato in Vicenza, iscritto presso il locale Ordine degli Avvocati.

Nel 2003 ha conseguito all’università di Rotterdam l’European Master in Law and Economics cum laude, con pubblicazione della tesi su protezione legale del software tra segreto industriale, brevetti, diritto d’autore e licenze open source.

Fortemente interessato alle problematiche giuridiche legate al settore TLC/ICT, si occupa in particolare di e-commerce, privacy, domini internet, software e contrattualistica.

E’ membro dell’Editorial Board dell’Erasmus Law and Economics Review, una rivista on-line che si propone di divulgare l’approccio dell’analisi economica del diritto come framework comune tra giuristi appartenenti a paesi e culture giuridiche differenti.

Dal 2008 è membro della Freedom Task Force della Free Software Foundation Europe.

Carlo Piana

Avvocato in Milano, iscritto presso il locale Ordine degli Avvocati. Si occupa in via quasi esclusiva di diritto dell’Information Technology e delle Telecomunicazioni, campo in cui ha cominciato ad operare sin dal 1994. Appassionato di tecnologia e di Software Libero (Open Source), è stato attivo in molte battaglie per i diritti digitali e contro la monopolizzazione, come le cause antitrust nel mercato dei server di workgroup (in cui ha rappresentato sia la FSFE che il Samba Team) o l’iter di approvazione dei formati documentali XML (come il DIS29500, noto anche come ECMA 376 o Office Open XML — OOXML).

Consulente generale per la Free Software Foundation Europe, è membro del Team della Freedom Task Force e legale di riferimento in Italia e in Europa per le questioni attinenti al Software Libero e Open Source. È membro del Board della Protocol Freedom Information Foundation ed è stato membro del comitato consultivo dell’Agenzia per l’Italia Digitale per la redazione delle regole di applicazione dell’art. 68 CAD, nonché membro del board di euroITcounsel, circolo di qualità tra esperti di Information Technology Law in Europa. È stato incluso in 5 edizioni sulle ultime 6 del Who’s Who Legal per Information Technology, TMT, Internet law.

È autore di numerosi articoli in materia di diritto delle nuove tecnologie e privacy su riviste italiane e straniere, attualmente è membro fondatore del comitato editoriale dell’International Free and Open Source Law Review.

Si occupa in principal modo di licenze e trasferimento di tecnologia (principalmente nel campo delle telecomunicazioni e media, software), tutela del software, dei marchi e dei nomi a dominio, campo in cui assiste tra gli altri un importante gruppo bancario europeo. Si occupa anche di diritto dei dati personali (privacy) e di compliance in generale. Assiste, in funzione di consulente generale, nella costruzione strategica e nella definizione legale di progetti di servizi e prodotti innovativi in qualità di general counsel di aziende di produzione di tecnologia. Parte delle sue attività sono tuttavia svolte pro bono a favore di gruppi e progetti nel campo del Software Libero. È rappresentante per la registrazione di marchi comunitari.

Giovanni Battista Gallus

Diritto d’autore, diritto penale, tutela della privacy e diritto dell’informatica e delle nuove tecnologie sono le sue principali materie di competenza. Dopo la laurea cum laude in giurisprudenza in Italia si trasferisce in Gran Bretagna per il Master of Laws in Maritime Law e Information Technology Law alla University College London – UCL.. In seguito consegue il titolo di dottore di ricerca. Nel 2009 ottiene lo European Certificate on Cybercrime and Electronic Evidence (ECCE). È ISO 27001:2005 Certified Lead Auditor (Information Security Management System).Iscritto all’Albo degli Avvocati dal 1996, Cassazionista dal 2009, collabora con la cattedra di Informatica Giuridica dell’Università di Milano ed è docente al Corso di Perfezionamento in Digital Forensics, Privacy, Cloud e Cyber Warfare. Fellow del Nexa Center on Internet e Society e del Hermes Center for Transparency and Digital Human Rights. Autore di diverse pubblicazioni sui temi citati e relatore nei principali convegni nazionali e internazionali, affianca alla professione attività di formazione, in particolare nel campo del diritto d’autore, del Free software – Open Source, della tutela della privacy, della sicurezza informatica e della digital forensics. Past Presidente del Circolo dei Giuristi Telematici, fondato nel 1998, primo esempio italiano di associazione giuridica telematica. È inoltre membro del Consiglio Direttivo di ANORC, Associazione Nazionale per Operatori e Responsabili della Conservazione Digitale, e di ABIRT, Advisory Board Italiano dei Responsabili del Trattamento dei dati personali.P.IVA 02115610921

Guglielmo Troiano

Ha lavorato per diversi anni come tecnico informatico (analista di sistemi informativi) prima di abilitarsi all’esercizio della professione forense in Milano. Ha una profonda esperienza in diritto civile e commerciale focalizzata sul diritto d’autore, la proprietà industriale e la privacy (trattamento dei dati) in particolare nel campo delle tecnologie dell’informazione. Dopo la laurea in legge all’Università di Milano ha iniziato la pratica forense in rinomati studi legali europei ed ha conseguito il Master in Diritto della Rete presso l’Università di Padova.Attualmente si occupa di consulenza legale per società di software e ISP in materia di responsabilità civile, diffamazione, negoziazione di diritti d’autore ed industriale, contratti per prodotti e servizi ICT, concorrenza, marchi, nomi a dominio, trattamento di dati (privacy) e sicurezza dei sistemi informativi, sia in ambito stragiudiziale che giudiziale.

Ha cooperato con la cattedra di Informatica Giuridica dell’Università di Milano tra il 2009 ed il 2014 e come docente al Corso di Perfezionamento in Digital Forensics, Privacy, Cloud e Cyber Warfare (edizione 2014). Pubblica costantemente approfondimenti scientifici su riviste e testate giornalistiche specializzate in IT.

Durante la sua carriera professionale ha partecipato ad importanti procedimenti giudiziali (su tutti, Microsoft vs. Commissione europeaCaso T/201-04 – innanzi alla Corte di Giustizia dell’UE) ed ha lavorato su complessi progetti di adeguamento al Codice Privacy.

Simone Aliprandi

Si è laureato a pieni voti in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Pavia (con una tesi in Diritto Industriale sulle licenze open content) e si è abilitato alla professione forense presso la Corte di Appello di Milano, iscrivendosi così all’Albo Avvocati di Lodi. Ha ottenuto una seconda laurea a pieni voti in Scienze della pubblica amministrazione (sempre a Pavia) e successivamente ha vinto una borsa di studio per il Dottorato di ricerca in Società dell’Informazione dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca.Il programma di dottorato, conclusosi nel gennaio 2012 con una dissertazione sulla percezione sociale del diritto d’autore nell’era digitale, gli ha dato l’opportunità di svolgere un’esperienza di ricerca fuori sede negli USA.Ha sempre nutrito pari interesse per l’attività professionale (specificamente per quella di consulenza in materia di proprietà intellettuale, diritto dell’informatica e diritto della comunicazione) e per l’attività accademica (insegnamento e ricerca). Infatti, parallelamente alla sua attività di legale all’interno del team Array, collabora costantemente con cattedre universitarie ed enti di ricerca, tenendo corsi, seguendo progetti di ricerca e curando pubblicazioni. E’ docente di Legal Issues presso il SAE Institute di Milano (consorziato con Middlesex University) e collabora come Cultore della Materia con la cattedra di Informatica Giuridica dell’Università di Milano-Bicocca.

Si occupa anche di divulgazione scientifica sui temi a lui più cari, pubblicando costantemente articoli, saggi e monografie e rilasciando ogni sua opera con licenze di libera ridistribuzione.